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  Contributi per il recupero di immobili rurali antichi

Aiuti per la tutela e la salvaguardia dell’architettura rurale nazionale, e in particolare per le costruzioni realizzate tra il tredicesimo e il diciannovesimo secolo. E’questo, insieme alla possibilità di avvalersi di sponsorizzazioni, erogazioni liberali e lasciti, quanto prevede la legge n. 378/2003, che predispone anche la costituzione di un “Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione dell’architettura rurale”, finanziato con 24 milioni di euro per il triennio 2003-2005.

 

Obiettivo della norma è il salvataggio di costruzioni a rischio degrado, e saranno le Regioni, con appositi programmi triennali, a procedere al monitoraggio e alla compilazione di un programma complessivo di recupero, riqualificazione e valorizzazione degli edifici rurali, con l’individuazione interventi meritevoli di aiuto. In particolare, il provvedimento riguarda la manutenzione e il restauro di cascine, masserie, malghe, stazzi, case coloniche e casali di campagna, per un totale di circa 200 mila fabbricati distribuiti in tutta la penisola.

 

Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvederanno a concedere i finanziamenti direttamente ai titolari dello stabile, per un massimo del 50 per cento della spesa prevista.

 

L’assegnazione del contributo è subordinata alla stipula di una convenzione pubblica, nella quale il beneficiario si impegna a non trasferire l’immobile per i dieci anni successivi al rilascio dei permessi per l’intervento di restauro o manutenzione, e alla redazione di un preventivo compilato dal richiedente e certificato dal direttore dei lavori.

 

L’erogazione degli aiuti avverrà a lavori ultimati.

 

Le agevolazioni della legge 378 non sono cumulabili con quelle previste dal decreto legislativo n. 490/99 (che prevede contributi in conto interessi sui mutui accordati dalle banche ai possessori di immobili di interesse storico o contenenti archivi aperti al pubblico).

 

Per quanto riguarda l’attribuzione degli aiuti, toccherà alle Regioni individuare di volta in volta le tipologie di immobili da agevolare; le Amministrazioni regionali dovranno proporre gli interventi selezionati al ministero per i beni culturali.

 

Quest’ultimo, di concerto con i ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente, deciderà se accordare o meno i contributi.

 

Un’importante novità è costituita dalla possibilità di ricorrere, per il recupero dei fabbricati, a sponsorizzazioni, erogazioni liberali e lasciti.

 

Un accordo annuale tra ministero dell’Economia e conferenza Stato-Regioni stabilirà la distribuzione dei contributi del fondo fra enti, regioni e province autonome.

Il Denaro

 


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