Gricignano e la vite maritata

Nel fine settimana compreso tra le giornate del 27, 28 e 29 gennaio 2017 in Campania si è svolta una singolare manifestazione, fortemente voluta dai comuni di Gricignano di Aversa, Cesa e Succivo, in provincia di Caserta. Si tratta dell’evento intitolato “Viaggio nei sapori e nella tradizione Atellana all’ombra della Vite Maritata al Pioppo”, organizzato dall’Associazione Arcadia di Gricignano in virtù dei finanziamenti stanziati dalla Regione Campania nel Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020.

Infatti questa manifestazione si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione territoriale, che mira a coniugare diversi ambiti e competenze per creare un’offerta turistica integrata e coerente. Nello specifico, si cercano di unire tre diversi aspetti che caratterizzano il territorio campano e che, per quanto di diversa natura l’uno rispetto all’altro, insieme sono dei valori aggiunti che possono fare la differenza nell’esternalizzazione del territorio. Da una parte c’è quindi l’offerta culturale, dall’altra quella paesaggistica e infine quella enogastronomica, che si lega anche alla commercializzazione dei prodotti. E uno dei prodotti per eccellenza che contraddistingue la Campania in tutto il mondo è il vino: in questa Regione ci sono numerose eccellenze, DOC e DOCG, di cui una proprio nel casertano, ed è il vino asprinio. Il vino asprinio è un bianco che, come dice il suo stesso nome, si caratterizza per l’estrema freschezza del suo gusto, che è privo di qualunque nota dolciastra e richiama piuttosto un sentore di limone. Viene anche spumantizzato e in passato era molto rinomato. Ma l’aspetto più caratteristico sta nel modo in cui viene coltivata la vite da cui si ricava questo bianco tipicamente casertano: si tratta del metodo della “vite maritata”, molto diffuso in queste zone. Tale tecnica risale agli etruschi e consiste nel far abbarbicare la vite ad un albero, facendola poi crescere su di esso. Nello specifico dell’uva da cui si ricava l’asprinio, essa sale fino a 15 metri su alberi di pioppo. Per questo per la sua vendemmia si devono usare strumenti e tecniche assai peculiari. Tutto questo ricco patrimonio, che affonda molto indietro nel tempo e che ha a che vedere con l’identità autentica del territorio, è stato esaltato e presentato a chi non lo conosceva ancora nella tre giorni che si è svolta in diverse location, ma che ha avuto come cuore pulsante il cortile della famiglia Buonanno. In questo luogo messo a disposizione dai proprietari si sono suonate musiche popolari, e si sono rinverditi i balli della tradizione locale; si è parlato non solo di vino ma anche di altre tipicità locali, come ad esempio la lavorazione della canapa che a sua volta ha a lungo caratterizzato il territorio. Sono stati mostrati gli attrezzi che storicamente si usano per la potatura e la vendemmia della vite maritata, detta anche “vite dell’aria”, tra i quali lo scalillo, la fescina e il “vilignatore”. Nella giornata di sabato si è tenuto il convegno “Viaggio nei sapori e nella tradizione Atellana all’ombra della Vite Maritata al Pioppo”, all’interno del quale esperti del settore sono scesi maggiormente nel dettaglio per illustrare il modo in cui nasce e viene prodotto il vino asprinio. Naturalmente non sono mancate le degustazioni di vino e di prodotti culinari locali, e si sono svolte anche delle visite guidate a punti di interesse della zona, come ad esempio alle lapidi di Pupia e Cossutia, e alla Chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Nonostante il tempo non sia stato molto clemente, la manifestazione ha raggiunto l’obiettivo che i suoi organizzatori si erano prefissati, quelli di far conoscere il casertano a 360 gradi.